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ANNO 2005 - N° 4--- Oggi è il
 

 
 

L’ASIA SI CONFERMA MOTORE TRAINANTE PER LA DOMANDA DI MACCHINE TESSILI

Itma Asia, manifestazione fieristica svoltasi dal 17 al 21 ottobre 2005 a Singapore, è stata l’occasione per Acimit (l’Associazione dei costruttori italiani di macchine tessili) di incontrare i giornalisti della stampa internazionale e fare il punto sulla situazione attuale nel settore.

L'incontro Acimit a SingaporeDal 17 al 21 ottobre 2005 si è svolta la seconda edizione di Itma Asia, la principale manifestazione fieristica di macchinario tessile nell’area asiatica, che ogni quattro anni raccoglie a Singapore un numero elevato e qualitativamente significativo di costruttori mondiali del settore. Durante la settimana fieristica Acimit, l’Associazione che rappresenta circa 200 aziende italiane costruttrici di macchine tessili, ha organizzato, in collaborazione con Ice, l’Istituto per il Commercio Estero, una conferenza stampa a cui hanno partecipato circa 50 giornalisti della stampa internazionale.

Nel corso della conferenza stampa Paolo Banfi, Presidente di Acimit, ha sottolineato l’importanza che riveste per l’intero settore la manifestazione; importanza testimoniata anche dal significativo numero di espositori italiani (circa 150 a rappresentare una delle maggiori delegazioni estere). “La rassegna Itma, sia nell’edizione europea che in quella asiatica, costituisce un momento di incontro tra fornitori di tecnologie e operatori tessili di assoluto valore. Itma Asia 2005 bissa il successo della prima edizione, sia in termini di espositori che di visitatori. E’ la conferma - ha proseguito Banfi - che la decisione del Cematex (l’Associazione Europea di categoria, organizzatrice dell’evento) di realizzare una manifestazione con il marchio Itma in Asia è stata vincente”.

Il tavolo dei relatoriBanfi ha ricordato i numeri che fanno dell’Asia il mercato di destinazione più rilevante per il meccanotessile italiano: oltre 800 milioni di euro è il valore delle macchine italiane vendute nei Paesi asiatici, pari al 40% dell’export italiano del settore. In Asia si trovano, infatti, alcuni dei più importanti mercati: la Cina, dove nel 2004 le aziende italiane hanno realizzato complessivamente un fatturato di 311 milioni di euro, l’India ed il Pakistan.

“L’importanza dei mercati asiatici - ha sottolineato il dr. Banfi - si consoliderà in futuro, grazie alla crescente richiesta di maggiore qualità applicata alla tecnologia utilizzata”. Un upgrading del livello tecnologico esistente è già in corso in mercati quali India e Pakistan.

Altrettanto importanti però sono i segnali che provengono da Bangladesh, Taiwan e Vietnam: Paesi dove nei primi sei mesi del 2005 le vendite italiane hanno registrato un incremento rispetto al medesimo periodo del 2004.

Il presidente di Acimit, Paolo BanfiInvitato a fornire una previsione sul futuro del settore, il Presidente di Acimit ha rilevato come il clima che si respira tra gli operatori tessili di molti Paesi sia ancora generalmente negativo. Lo scarso ottimismo, derivante dall’attuale situazione congiunturale, ha pesato anche su una possibile ripartenza degli investimenti, soprattutto quelli delle industrie tessili dei Paesi Occidentali. Anche le previsioni per l’anno in corso sono influenzate da questo clima di incertezza. “Restiamo, tuttavia, moderatamente fiduciosi - ha concluso Banfi - soprattutto guardando ai segnali di recupero provenienti da un numero sempre più cospicuo di aziende italiane”. Altrettanto confortanti sono le indicazioni che giungono da Itma Asia, dove gli espositori italiani, pur con evidenti differenze tra comparti, esprimono soddisfazione per i numerosi contatti avuti a Singapore. Tra i visitatori di ITMA Asia 2005, la maggior parte proviene da India, Indonesia e Thailandia, ma per i nostri espositori buona è stata anche l’affluenza da Corea, Malesia e Bangladesh.

Nonostante la situazione congiunturale negativa che ha gravato negli ultimi anni sul meccanotessile mondiale i costruttori italiani continuano a rappresentare un punto di riferimento per le aziende tessili che nel mondo vogliono investire in nuovi prodotti ed in nuovi processi. L’industria meccanotessile italiana, infatti, mantiene inalterata da alcuni anni la quota sull’export mondiale del settore (circa il 14%), proponendosi come partner capace di fornire soluzioni tailor made alle esigenze specifiche delle diverse nicchie che stanno proliferando nell’industria tessile.