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Texbima - TEXBIMA Consortium on line magazine |
ANNO 2005 - N° 3--- Oggi è il |
Paolo
Banfi alla guida di Acimit |
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“La mia è una presidenza all’insegna della continuità” spiega subito Banfi “in quanto, essendo stato vicepresidente di Sacchi [Alberto M. Sacchi, il precedente presidente di Acimit n.d.r.], l’ho aiutato a portare avanti programmi che ho condiviso con lui”. Nessuna particolare emozione, quindi, a ricoprire la carica di presidente dopo tanti anni di associazione? E’ come essere arrivati sulla cima della montagna, non crede? “Sì ma ... sa com’è, far parte di un’associazione significa anche “esserci quando il dovere chiama”, anche se il tempo non è mai abbastanza. Per cui, sono ben lieto, dopo essere stato consigliere, vicepresidente e delegato Cematex, di ricoprire anche questo ruolo. Per me la cosa più importante, e l’ho ribadita nel corso dell’assemblea dello scorso 28 giugno, è riuscire ad ascoltare e capire le esigenze delle aziende associate. Perché il nostro compito è quello di fare gli interessi degli associati”. Presidente, una domanda che Le rivolgo proprio in virtù del suo incarico in Cematex: la “quasi concomitanza” fra Itma Asia (che si tiene a Singapore dal 17 al 21 ottobre) e Ikme (a Milano dal 18 al 22 novembre 2005) proprio non si poteva evitare? Per molte aziende si tratta di uno sforzo economico e organizzativo considerevole! “Non è stato possibile fare niente a questo proposito, perché c’erano delle limitazioni per quanto riguardava la possibilità di utilizzo degli spazi espositivi. Ritengo però che le due manifestazioni non siano “contrastanti”, perché hanno obbiettivi sostanzialmente diversi. Itma Asia è il posto dove va chi deve fare produzione, è una presenza fisica sul luogo dove c’è il mercato della macchina tessile classica; Ikme invece è una fiera di preparazione dell’ambiente tessile, dove si espone e si parla di innovazione di processo e di prodotto. Anzi, questa edizione di Ikme presenta un esperimento molto interessante, da valutare in prospettiva, con un occhio rivolto ai nostri mercati e ai prossimi anni. Non escludiamo perciò di proporre questi concetti anche a Itma Europa, che deve sempre più affermarsi come vetrina dei risultati di ricerca e sviluppo del settore”. Dove vedremo, a Ikme, la “messa in pratica” di questi concetti? “Nell’”area di eccellenza” della manifestazione. Dove non ci saranno sfilate di indossatrici e belle ragazze, piuttosto un assaggio di ciò che è e sarà possibile realizzare nel tessile con le novità che la filiera italiana sta preparando. Macchinari sofisticati per applicazioni molto particolari; è questo il “valore aggiunto” di Ikme”.
Una richiesta di questo tipo, significa che i mercati si stanno ulteriormente
differenziando; è così? “Certamente. Qualcosa
si sta muovendo, in Europa, su questo particolare tipo di produzione.
Si vendono per esempio macchine che fanno spalline particolari o filati
fantasia molto elaborati e, in generale, articoli esclusivi. Non si
tratta, ovviamente, di produzioni di alta quantità ma di notevole
qualità, sia dal punto di vista cromatico che applicativo.
In pratica, in Europa il tessile si sta trasformando in “tessile
tecnico”, con ricerche su materiali e tessuti per le applicazioni
più disparate, dal campo chirurgico all’automotive”.
Diceva che state pensando di importare queste novità anche
in Itma Europa. “Sì, e allora sarà molto
interessante assistere alla trasformazione di questa manifestazione
espositiva. Itma, oltre a presentare le macchine, può diventare
momento di valorizzazione dell'innovazione e della ricerca, presentando
anche le soluzioni produttive più esclusive ed originali che
possono essere ottenute con le macchine, dai filati ai prodotti tessuti.
Una differenza sostanziale dalle fiere del “far east”:
qui in Europa l'orientamento è quello di mettere in evidenza
le idee e l'innovazione. Itma Europa, d’altronde, è già
la fiera della tecnologia, come ben testimonia lo slogan della manifestazione:
ITMA 2007, the place of innovation".Abbiamo parlato dell’Europa da un punto di vista produttivo. Per quanto riguarda invece i mercati di sbocco del meccanotessile italiano? “Inizio col dire che una consistente contrazione delle vendite nel 2003 e un 2004 ancora di segno negativo, il 2005 sta manifestando segnali di inversione di tendenza. Inizialmente era parso sui livelli del 2004, ma ora qualche segnale positivo, anche dal nostro continente, sta arrivando. Se questa tendenza sarà confermata, il 2005 sarà un anno migliore del precedente. In Europa come ho già detto si vendono macchinari particolari, non di serie, personalizzati su richiesta del cliente. La produzione tradizionale ha come principali mercati di sbocco il “far east” (in particolare Cina e India) e poi altri paesi, dal Pakistan alla Thailandia, con situazioni diverse e andamenti spesso altalenanti. Il mercato turco, invece, dove negli anni scorsi abbiamo operato bene, nel 2004 ha mostrato qualche segno di affaticamento, ma si continua a lavorare. Qualcosa si sta poi muovendo in Sud America, in particolare in Brasile, paese che sta diventando un mercato davvero interessante”. Presidente, verso quale direzione pensa che evolverà il mercato tessile nel nostro pianeta? “Penso che si consolideranno tendenze che già oggi sono, in molti casi, diventate realtà. La produzione di massa verrà sempre più indirizzata verso i paesi a basso costo del lavoro mentre la produzione d’eccellenza (intesa come prodotto di moda, tecnico, con poca quantità ma elevata qualità produttiva) resterà nei nostri paesi”. Cosa che potrebbe succedere anche nel meccanotessile? “Potrebbe, ma credo che il problema maggiore sia un altro. La filiera italiana del meccanotessile è davvero completa, un po’ frammentata ma molto sofisticata. Bene, questo alto livello tecnologico è stato raggiunto anche grazie al fatto di avere fisicamente al proprio fianco gli “utilizzatori primari” del nostro prodotto, cioè aziende tessili che ci hanno consentito di sperimentare e mettere in pratica soluzioni diverse e innovative. Venendo ora a cambiare le condizioni di mercato, cosa succederà? Questa è una domanda a cui si dovrà dare risposta nei prossimi anni”. |
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