Segni
di miglioramento per il meccanotessile biellese
Intervista
al presidente di Texbima, Mario Ploner
Presidente,
come sta andando il meccanotessile biellese? “Pur
non avendo dati a mie mani, posso dire che oggi non ci sono motivi
di preoccupazione” spiega Mario Ploner, presidente
del Consorzio Texbima di Biella; “abbiamo attraversato
un periodo difficile, ma oggi il “comune sentire” mi
fa dire che si intravedono segni di miglioramento. Parlando con
gli associati, infatti, ci si vede tutti un po’ meno “in
affanno” perché il lavoro c’è e quindi
ci sono anche i motivi per essere fiduciosi”.
Un periodo ... quanto difficile? “E’ stato un
lungo periodo di stagnazione, con ordini fermi, situazioni che non
si sbloccavano e pagamenti che non arrivavano mai. Attenzione però:
stagnazione non vuol dire chiusura delle aziende; significa che
si lavora tanto e male per poi ritrovarsi a fine anno più
o meno con lo stesso fatturato degli anni precedenti. E quindi,
visto che nel frattempo tutto aumenta, ci si trova costretti a operare
dei tagli, perché in queste condizioni i prezzi di vendita
non si possono certo ritoccare”.
Visti
i chiaroscuri del tessile biellese, quale pensa che sia il futuro
dell’industria meccanotessile biellese? “Da
tempo le nostre aziende hanno un mercato che va ovviamente ben al
di là dei nostri confini; e questa situazione non si modificherà
di certo visto che le produzioni di massa seguiteranno a spostarsi
nei paesi a basso costo della mano d’opera. La partita che
le nostre aziende dovranno giocare, negli anni a venire, sarà
nel campo della ricerca e dello sviluppo, sicuramente con più
coraggio e determinazione che in passato. Non per soltanto per soddisfare
le richieste dei nostri clienti ma per essere sempre “un passo
avanti agli altri”.
Le aziendi biellesi sono in grado di vincere questa sfida? “Il
problema delle aziende biellesi, meccanotessili e non, è
sempre quello di essere di piccole dimensioni e quindi di non avere
la forza economica e finanziaria per fare certi investimenti. Per
esempio, è più facile che una nostra azienda venga
acquistata piuttosto che sia lei ad acquistarne altre per crescere
di dimensioni. Occorre però un po’ di ottimismo al
riguardo: siamo qui da 50 anni e ce l’abbiamo sempre fatta;
e credo che sapremo superare anche questo momento”.
Presidente,
in consorzio Texbima ha ancora aumentato il numero delle aziende
associate e la novità è che sono state accolte anche
aziende che sono al di fuori della provincia di Biella. “Le
aziende sono attualmente 26, contro le 24 dell’anno scorso.
Dal consorzio sono uscite San Grato CMT, azienda che si sta progressivamente
dedicando ad altra attività, e Fincarde, che è stata
recentemente acquisito dal gruppo svizzero Saurer.
Nel
2005 si sono associate due aziende operanti in provincia di Vercelli,
Zancaner S.r.l. di Varallo Sesia e Links S.r.l. di Alice Castello;
mentre all’inizio del 2006 sono entrate Burocco Inoxvalvole
di Pray e Aigle Macchine di Borgaro Torinese (in provincia di Torino).
Alcuni giorni or sono, invece, sono state accolte le domande di
adesione di OMV S.r.l. (sigla che sta per Officine Meccaniche di
Vigliano Biellese), di Cerreto Castello, e di Tecar di Biella. Per
quanto riguarda l’aspetto produttivo, posso dire che sono
aziende che per certi aspetti ampliano e per altri completano l’offerta
produttiva del consorzio; per quanto riguarda invece l’aspetto
geografico, posso soltanto dire che l’attività del
consorzio è ormai a livello mondiale e in questo contesto
fa ben poca differenza il fatto che l’azienda abbia sede al
di sopra o al di sotto del canale Cavour. E poi buona parte dei
finanziamenti che riceviamo provengono dalla Regione Piemonte che
non ha ovviamente solo un interesse di tipo provinciale”.