Sono
stati resi noti lo scorso 27 febbraio, durante la giornata di presentazione
dell’osservatorio sulla dinamica economico-finanziaria delle
imprese meccanotessili, i dati di preconsuntivo relativi all'anno
2006.
L'incontro,
che si è tenuto nella sede dell'Associazione dei Costruttori
Italiani di Macchine Tessili, è stato condotto dal presidente
dell'associazione, Paolo Banfi, che ha spiegato come nell'anno "il
valore della produzione italiana di macchinario tessile è
cresciuto del 4% rispetto al 2005, raggiungendo i 2.650 milioni
di euro e che analogo incremento si è verificato anche per
le esportazioni, il cui valore di 2.100 milioni di euro è
superiore del 3% rispetto a quello registrato nel 2005".
Rispetto agli anni passati, la crescita del settore rappresenta
un dato in controtendenza. Occorre, inoltre, sottolineare il recupero
proveniente dal mercato interno, come conferma l’incremento
delle consegne in Italia da parte delle nostre aziende (+9%).
I
dati di preconsuntivo sono avvalorati dall’indice degli ordini
che Acimit rileva semestralmente. Nel secondo semestre 2006 l’indice
complessivo si è attestato a 53.2 punti con un aumento del
7% rispetto al semestre precedente. L’incremento della raccolta
ordini appare particolarmente significativo in Italia (+33%). Per
quanto riguarda le esportazioni, i dati presentati da Acimit confermano
la solidità dei principali mercati asiatici (in particolare
Cina e India). I due paesi sono i principali destinatari delle vendite
italiane all’estero e assorbono circa il 30% dell’export
del settore. Nel 2006, però, c'è stato anche un complessivo
incremento di vendite in alcuni mercati secondari (America Latina
e Africa).
Le
cifre esposte confermano l’industria italiana delle macchine
tessili un’area di eccellenza nel sistema della meccanica
strumentale italiana e uno dei principali attori a livello mondiale.
L’Italia figura al secondo posto nell’export mondiale
del settore, superando Paesi di forte tradizione meccanotessile
quali il Giappone e la Svizzera.
“E’
ovvio" ha aggiunto Banfi "che questi dati, che
devono essere confermati dai risultati definitivi, devono costituire
il punto di partenza di un percorso di crescita da consolidare,
nell’anno in corso e in quelli a venire. Solo in questo modo
potremo considerare conclusa la fase di ristrutturazione del settore
e guardare al futuro con più ottimismo”.
“Oggi
è ancora prematuro considerare terminata questa fase. Colgo
nei discorsi tra imprenditori ancora una forte preoccupazione nel
proiettarsi al futuro prossimo. Si naviga spesso a vista e per non
poche aziende risulta difficile anche definire una strategia di
medio termine”.
L’Osservatorio
fornisce qualche spunto di riflessione in questo senso, avendo,
come focus di questa quinta edizione, le strategie competitive che
le imprese italiane sono chiamate ad attuare, affinché possano
continuare a svolgere un ruolo di primo piano sullo scenario mondiale.
Lo studio, realizzato da Prometeia, ha fotografato la realtà
del meccanotessile italiano, basandosi sui bilanci aziendali e sui
flussi di commercio mondiale per il periodo 1990-2005.
Pur
fermando la sua analisi al 2005, l’Osservatorio evidenzia
la fase di profondi cambiamenti che il meccanotessile italiano sta
attraversando e che ha avuto effetti negativi sui bilanci delle
imprese italiane, con una generale riduzione dei margini di profitto.
La sempre più accesa concorrenza tra gli operatori del settore
e i rapidi cambiamenti registrati dall’intero settore mondiale
del tessile-abbigliamento hanno reso più difficile il fare
impresa.
“Non
si può però nascondere il fatto" ha precisato
il presidente "che alle difficoltà peculiari del
settore, quali il ridimensionamento dei mercati occidentali e l’emergere
in quelli orientali di una concorrenza anche locale, si aggiungono
ulteriori ostacoli. Mi riferisco a fenomeni quali l’apprezzamento
dell’euro sul dollaro che ha indebolito la posizione italiana
su parecchi mercati esteri e il recente innalzamento dei tassi di
interesse che rende maggiormente oneroso per l’azienda il
ricorso al finanziamento bancario. Ma vi sono anche altri ostacoli
che esulano dagli aspetti economici e che sarebbero facilmente superabili
se ci fosse una reale volontà politica per una loro soluzione:
è il caso, per esempio, dell’annoso problema del rilascio
dei visti, o degli innumerevoli impedimenti burocratici che frenano
la formazione in Italia di tecnici esteri”.
L’Osservatorio
ha rilevato come la focalizzazione sul prodotto resti la caratteristica
vincente dei costruttori italiani di macchinario tessile. Ma i ricercatori
di Prometeia mettono gli operatori del settore in guardia da facili
ottimismi. In futuro, infatti, l’attenzione al prodotto dovrà
essere in maniera crescente accompagnata da politiche aziendali
in grado di ottimizzare il processo innovativo di clienti sparsi
per il mondo e caratterizzati da bisogni diversi quando non opposti.
Proprio
su questo tema si sono confrontati i partecipanti della tavola rotonda
che ha fatto seguito alla presentazione dell’Osservatorio.
Nell’occasione alcuni imprenditori meccanotessili, Rino Morani
(Itema Group), Alberto M. Sacchi (Htp Unitex) e Renato Zanca (Mesdan)
hanno proposto la loro esperienza nello sviluppare reti di relazione
“lunghe”, al di là dei confini distrettuali.