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ANNO 2007 - N° 5--- Oggi è il
 
 
Se arriva anche solo la metà di quanto raccolto
a Itma c'è lavoro sino al 2010!


Ora la preoccupazione maggiore è quella di riuscire a dare seguito a quanto ipotizzato in fiera

"Se arriverà anche solo la metà di ciò che abbiamo raccolto qui a Itma Monaco, abbiamo lavoro fino al 2010!" La frase è di Michele Zampieri, della Cimi di Cerreto Castello; ma erano in tanti, a Monaco di Baviera (dove si è tenuta, dal 13 al 20 settembre 2007, l’ultima edizione di Itma, la principale manifestazione espositiva del meccanotessile mondiale), a essere dello stesso avviso.
Il presidente di Texbima, Mario PlonerLa preoccupazione maggiore degli espositori, a Monaco, era quella di riuscire ad avere poi il tempo di "dare seguito" a tutto ciò che in fiera era stato più che ipotizzato.
Sì, proprio “più che ipotizzato”; non solo perché tutti sono tornati a vendere in fiera (cosa già di per sé assolutamente degna di nota), ma perché ci si è sempre trovati davanti persone “giuste”, motivate, che sapevano quello che volevano ed erano lì certo non soltanto per “dare un’occhiata”. Come invece, purtroppo, era successo quattro anni prima a Birmingham e, in molti casi, anche a Parigi 1999.
In questi giorni abbiamo sempre parlato di progetti concreti” ammettono altri imprenditori del Consorzio Texbima; confessando di essere si e no riusciti, nei giorni di fiera, a fare il giro del proprio padiglione, tanto erano presi da appuntamenti.
A questo punto a “bocce ferme” è opportuno fermarsi su alcuni aspetti, su cui varrà probabilmente anche la pena di tornare in seguito.
Il primo è di natura squisitamente geografica. Complice l’accordo che Cematex ha a suo tempo siglato con Ctma (l’associazione dei costruttori di macchinario tessile cinese) e Jtma (l’analoga associazione cinese), questa edizione di Itma ha senza alcun dubbio sancito che il mondo del meccanotessile ora è diviso in due. Di qui ci sono i paesi occidentali, per i quali l’Itma è quella europea, si tenga a Monaco piuttosto che a Barcellona o a Milano. Per l’Asia, invece, l’appuntamento è Itma Asia – Citme, che si terrà, per la prima volta in forma congiunta, l’anno prossimo a Shanghai. “Dall’India in qua sono venuti tutti, dall’India in là non è venuto nessuno” sintetizza in modo molto efficace il presidente di Texbima, Mario Ploner.
Il secondo riguarda il mondo della produzione ed è, per molti aspetti, una gran bella notizia anche per il tessile biellese. Ovunque nel mondo ci sono produzioni tessili che stanno “tornando a casa”, intendendo per casa il paese da cui in questi ultimi anni erano precipitosamente migrate in Cina. “In generale l’esperienza cinese non è stata positiva” ammette Alberto Zonco, della Zonco di Pray Biellese. “Per quale motivo?” I motivi, a dire il vero sono tanti e riguardano aspetti qualitativi, quantitativi, e ancora l’affidabilità del fornitore e ... le scelte di vita che produrre in Cina comporta. La distanza, però è soltanto uno dei tanti problemi, perché “questo è un fenomeno che ho visto ovunque anche in Giappone, che pure la Cina ce l’ha davvero a due passi”.
Scorcio dei padiglioni espositivi di Itma MonacoOvvio, si sta parlando non di produzioni di alto come di basso livello qualitativo: le prime in Cina non ci sono mai andate, le seconde nessuno si sogna più di realizzarle in occidente. Stiamo parlando delle produzioni di fascia media, dove non conta solo il prezzo ma anche la qualità del prodotto e l’affidabilità di chi lo ha realizzato.
La terza e ultima considerazione riguarda la singolare presa di posizione (cosa che non si era mai verificata in passato) di Acimit che, di fronte alla decisione Cematex di tenere la prossima Itma a Barcellona, ha deciso di ufficializzare quello che fino a Monaco era stato soltanto un Scorcio dei padiglioni espositivi di Itma Monacopur diffuso “mugugno”.
E’ opportuno o no aver assunto questa posizione? Al riguardo, a Monaco i pareri erano controversi. C’era chi si schierava apertamente per il sì (“perché Milano è la sede più opportuna per la prossima Itma”) e chi, come il presidente Ploner, avrebbe preferito una soluzione più “politica”, accettando senza scandalo Barcellona in cambio di un “Milano sicuro” nel 2015. “Perchè senza modificare il sistema di voto si rischia di non avere l’Itma nemmeno nel 2015”.

 

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