Nel
primo semestre 2007 l’indice degli ordini di macchine
tessili, elaborato dall’Ufficio Studi di Acimit ha registrato
un incremento del 22% rispetto a quanto registrato nel periodo
gennaio-giugno 2006.
Tale
risultato deriva dal buon andamento del mercato interno e
dalla positiva raccolta ordini sui mercati esteri.
Con
riferimento all’Italia, l’indice degli ordini
raccolti dai costruttori italiani è risultato in
crescita del 45,5% rispetto al medesimo periodo 2006. Positiva
la performance anche sui mercati stranieri dove gli ordini
raccolti nel primo semestre dell’anno in corso sono
aumentati del 17,8% rispetto al periodo gennaio-giugno 2006.
Sia
sul mercato interno che su quello estero l’indice
si mostra in crescita per il secondo semestre consecutivo.
Paolo Banfi, presidente di Acimit, commenta così:
“Dopo un 2006 chiuso in positivo, vi era attesa
per capire se il trend di crescita sarebbe proseguito anche
nel 2007. I dati dell’indagine elaborata dall’Ufficio
Studi Acimit confermano che nel settore è in atto
una ripresa”. L’industria italiana delle
macchine tessili ha, infatti, registrato un bilancio positivo
l’anno passato: il fatturato è cresciuto del
5% rispetto al 2005, attestandosi a 2,7 miliardi di euro,
mentre l’incremento delle esportazioni, che rappresentano
il 78% della produzione totale, ha fatto segnare un +4%.
“I
primi mesi del 2007" continua Banfi "hanno
registrato anche una crescita delle nostre vendite in alcuni
mercati chiave. La Cina, che resta il nostro principale
mercato estero, ha visto ulteriormente crescere le vendite
italiane del 22% nei primi tre mesi dell’anno rispetto
al medesimo periodo 2006. Soddisfacente è anche il
trend dell’export diretto in Germania (+12%). Complessivamente,
rispetto al medesimo periodo del 2006, si osservano segnali
di recupero nei più importanti mercati dell’Unione
Europea, in Egitto (+158%), in Brasile (+21%) ed in Iran
(+77%). L’India, invece, dopo una crescita nel 2006
del 43%, segna una pausa di riflessione (-22% nel primo
trimestre 2007)”.
Restano,
tuttavia, alcune criticità che non consentono ai
costruttori italiani di capitalizzare questo momento congiunturale
positivo. Il forte rafforzamento dell’euro e la troppo
elevata pressione fiscale, in particolare, minano la competitività
dei prodotti meccanotessili italiani nei confronti dei concorrenti
internazionali. “Occorre" conclude Banfi
"che le proposte inserite nel Documento di Programmazione
economico-finanziaria relativo al periodo 2008-2011, quali
l’introduzione di incentivi sostanziali ai processi
di aggregazione tra imprese e agli investimenti in ricerca,
acquistino concretezza. Misure di questo tipo potranno dare
ulteriore slancio alle nostre imprese. E' necessario, in
questo momento, caratterizzato da una compressione dei margini
e dal rialzo dei tassi, è anche il sostegno che arriva
dal mondo finanziario, che deve affiancare l’impresa
valutando con la massima attenzione i progetti di sviluppo
e riorganizzazione. La difficoltà di presidiare i
mercati più lontani e l’andamento altalenante
degli stessi rende, infatti, indispensabile proseguire nell’opera
di riorganizzazione sia del processo produttivo che delle
modalità di interazione con mercati aventi esigenze
differenti tra loro”.