E’ stata soprattutto la dinamicità del mercato interno a far crescere del 3%, nel 2007, la produzione dell’industria italiana delle macchine tessili. E’ una constatazione che, al termine dell’anno di Itma (la fiera internazionale per antonomasia del mondo meccanotessile), non manca di sorprendere ma che è confermata dai dati elaborati dall’Associazione dei Costruttori Italiani di Macchine Tessili,
Nel 2007, infatti, il recupero produttivo del meccanotessile italiano, già evidenziatosi nel 2006, è stato sostanzialmente confermato. Il valore della produzione italiana di macchinario tessile ha sfiorato i 2.800 milioni di euro, con un incremento del 3% rispetto all’anno precedente. Crescita simile per le esportazioni, il cui valore, pari a 2.150 milioni di euro, è risultato superiore del 2% rispetto a quello registrato nel 2006.
Come già detto, il risultato positivo del 2007 è stato però collegato alla spiccata dinamicità del mercato interno, dove le consegne realizzate dai costruttori italiani sono cresciute dell’8% su base annua. La ripresa degli investimenti da parte del settore tessile italiano è inoltre risultata confermata anche dall’andamento delle importazioni, il cui valore nel 2007 ha superato i 630 milioni di euro, con un incremento del 10% sul 2006.
All’estero i principali mercati di sbocco per i costruttori italiani sono rimasti la Cina (dove sono state esportate macchine per un valore di 360 milioni di euro), la Turchia (202 milioni di euro) e l’India (135 milioni di euro). Va rilevato che solamente sul mercato turco si è registrato un aumento dei flussi esportativi (+14%); in Cina, infatti, le vendite italiane sono rimaste stazionarie rispetto all’anno precedente (-1%), mentre in India si è verificata una forte contrazione nei volumi di vendita italiani (-26%).
Nel 2007, infine, si è avuta una ripresa dell’export in alcuni importanti mercati europei (Germania, Francia e Svizzera) e un buona crescita in altri mercati tradizionali del meccanotessile italiano, quali Brasile e Iran.
Il presidente di Acimit, Paolo Banfi, ha espresso, a proposito dei risultati raggiunti nel 2007, moderata soddisfazione. “Si tratta di segnali sicuramente incoraggianti, ma il quadro è molto più complesso di quanto appaia: alcuni comparti mostrano infatti diffuse criticità. Dal 2007, che è stato l’anno di ITMA, ci attendevamo infatti una raccolta ordini maggiore; invece dopo la fiera, il mercato ha rallentato la sua corsa”.
Sull’andamento dell’attività produttiva pesa la difficile situazione in cui versa l’intera economia mondiale. Banfi, a questo proposito, non ha nascosto un po’ di preoccupazione: “in molti mercati prevale un sentimento di incertezza nei confronti del futuro, cosa che ha ritardato le decisioni in merito al riammodernamento degli impianti esistenti. In pratica, l’acquisto di nuovi macchinari è stato posticipato in attesa di capire gli sviluppi dell’attuale quadro congiunturale”.
La preoccupazione maggiore, per i costruttori italiani, riguarda poi l’apprezzamento dell’euro. “La forte vocazione all’export del meccanotessile italiano” ha concluso Banfi “penalizza la quasi totalità delle nostre aziende, impegnate a esportare la maggior parte dei propri macchinari. Ai livelli attualmente raggiunti dall’euro sarà difficile rimanere ancora competitivi per molto tempo a livello internazionale, nonostante la qualità del nostro Made in Italy sia indiscussa e riconosciuta da tutti i clienti. Serve un chiaro impegno delle autorità monetarie a sostenere le richieste delle aziende manifatturiere del nostro continente, attuando tutti gli strumenti necessari a rallentare la corsa della moneta europea”.
Nel 2007 l’industria italiana delle macchine tessili ha visto crescere la produzione del 3% rispetto all’anno precedente, grazie soprattutto alla dinamicità del mercato interno. Il valore è di poco inferiore ai 2.800 milioni di euro. Le esportazioni evidenziano una sostanziale tenuta rispetto al 2006, nonostante la performance complessivamente negativa in alcuni dei principali mercati esteri (Cina e India). Resta significativa la percentuale dell’export sulla produzione meccanotessile italiana (77%). Sulle previsioni per l’anno in corso pesa l’andamento dell’euro, il cui rafforzamento sulle altre valute rappresenta la maggiore preoccupazione dei costruttori italiani anche per il 2008.