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ANNO 2008 - N° 3--- Oggi è il

 
 
A Biella la prima "presidente donna" di Confindustria

E' stata ospite dell'assemblea generale annuale dell'Unione Inustriale Biellese


Emma Marcegaglia con il presidente U.I.B., Luciano DonatelliE’ sempre lei, spigliata, decisa e con l’eloquio, se possibile, ancora più fluente di un tempo. Allora (si era nella seconda metà degli anni ’90) giunse a Biella come presidente dei Giovani Industriali di Confindustria; martedì c’è tornata con il ruolo più importante per la Confederazione Nazionale delle Associazioni Industriali Italiane: quello di presidente.

Emma Marcegaglia, prima donna a ricoprire l’incarico di presidente di Confindustria, è stata infatti l’ospite d’onore dell’assemblea annuale dell’Unione Industriale Biellese, tenuta martedì pomeriggio a Biella, nell’auditorium di Città Studi.
Una presenza importante, resa possibile anche grazie ai rapporti di amicizia che, oggi come ieri, la legano a molti industriali biellesi. Fra questi Paolo Zegna, da lei chiamato a ricoprire l’incarico di vicepresidente con delega all'Internazionalizzazione.

La Biella che l’ha accolta, però, è stata descritta con toni molto diversi da come era stata presentata dieci anno or sono. Allora era il motore dei distretti industriali, una realtà studiata e invidiata in tutto il mondo; oggi è un’area in crisi, con molte meno aziende di un tempo e grosse difficoltà per tutti.

Qui però il tessile c’è ancora” ha commentato nel corso del suo intervento “a dispetto di quanti lo avevano dato per morto. C’è perché ci sono aziende che hanno dimostrato di “saper stare sul mercato” e perché ci sono persone, in Italia e in Europa, che hanno intrapreso battaglie coraggiose a difesa del lavoro e dei prodotti italiani”. Il passaggio porta a parlare del “Made In” invocato a gran voce, e da tempo, da tutti i tessili italiani. La presidente di Confindustria nel corso del suo interventoAvete avuto e avrete ancora l’appoggio di Confindustria” dichiara “ma non sarà facile “tirare dalla nostra” i paesi del Nord Europa, che ormai vivono di commercio e l’industria manifatturiera l’hanno abbandonata da tempo”.

Quindi ci sarà ancora manifattura nel futuro dell’Italia? “Certamente” argomenta la presidente; “bisogna però investire nella scuola per continuare ad avere risorse formate e competenti e non abbandonare o trascurare, come sta succedendo oggi, gli istituti tecnici e professionali”.

Emma Marcegaglia con Paolo Zegna, da lei nominato vicepresidente di ConfindustriaSono tanti gli argomenti che Emma Marcegaglia “butta sul tavolo” cominciando dai “problemi incancreniti” che pesano sul sistema industriale italiano, rendendo spesso improbabile se non impossibile, la competizione delle nostre aziende. “Noi a questo governo abbiamo chiesto di intraprendere un percorso in cui liberalizzazione e semplificazione sono le parole chiave; senza dimenticare però temi importanti quali gli investimenti in infrastrutture e la modifica dell’attuale situazione di dipendenza energetica dall’estero”.

Una situazione che penalizza oltremodo le imprese italiane (in particolare quelle tessili, notoriamente “energy intensive”, cioè ad alto consumo energetico), costrette dal caro petrolio a pagare l’energia elettrica molto più di quanto fanno le aziende di altri paesi. “Non sarà possibile modificare questa situazione in breve tempo, per cui abbiamo innanzitutto proposto di adottare un “piano di risparmio energetico” in attesa dei rigassificatori e dell’energia nucleare di cui il Paese non può più fare a meno”. Unanime l’applauso che, alla fine, l’ha salutata e che ha concluso l’assemblea U.I.B.

 

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