Preoccupazione per l’andamento del settore meccano tessile è stata espressa nei giorni scorsi a Milano dal presidente di Acimit, Paolo Banfi,durante il tradizionale appuntamento con l’assemblea generale annuale.

All’incontro, a cui hanno preso parte anche alcuni imprenditori biellesi del settore, è stata presentata, a cura di Marco Fortis, vicepresidente della Fondazione Edison, la sesta edizione dell’Osservatorio sulla dinamica economico-finanziaria delle imprese meccanotessili.
Quale la situazione? “La congiuntura presenta gravi nodi, dovuti al rincaro delle materie prime e al rallentamento delle principali economie” ha spiegato il presidente Acimit; “inoltre, il forte apprezzamento dell’euro costituisce un ulteriore ostacolo per il nostro settore, le cui esportazioni rappresentano l’80% della produzione”.
La scarsa dinamicità degli scambi commerciali è apparsa evidente nel quadro delineato nello studio. “A incrementare le proprie quote di mercato sono stati, negli ultimi anni, soprattutto i costruttori meccanotessili del Far East, in particolare quelli cinesi” ha spiegato Fortis. “La Cina, infatti, oltre a rappresentare di gran lunga il principale mercato del settore, è ormai anche il quinto esportatore mondiale di macchine tessili, alle spalle di Germania, Giappone, Italia e Svizzera. La concorrenza asiatica, pur posizionata su fasce basse del mercato, si dimostra altamente concorrenziale soprattutto nei mercati asiatici, dove la richiesta per macchine tecnologicamente avanzate è ancora limitata”.
“Quello che è mancato quest’anno” è il commento degli operatori biellesi del settore “è la conferma di quanto Itma Monaco aveva fatto intravvedere”. Allora, si ricorderà, le prospettive (contrariamente alle attese) erano apparse a dir poco rosee ma l’ulteriore aggravarsi della situazione economia mondiale ha posticipato quanto a Monaco era stato ipotizzato, facendo diventare, nella migliore delle ipotesi, “inutilmente lunghe ed estenuanti le trattative in corso”.
“Nel contesto internazionale” spiega la nota Acimit a proposito del consuntivo 2007 “l’Italia resta tuttavia tra i leader del settore, con una quota di mercato pari all’11%. Il 2007 ha confermato il recupero produttivo italiano già evidenziatosi nel 2006 con un valore della produzione che ha sfiorato nel 2007 i 2.800 milioni di euro, con un incremento del 3% sull’anno precedente. Una crescita simile ha riguardato anche le esportazioni, il cui valore, pari a 2.150 milioni di euro, è superiore del 2% rispetto a quello del 2006”.
Quale può essere, a questo punto, la chiave di volta per il settore? “Le nostre aziende” ha concluso Banfi “dovranno soprattutto riuscire a creare un nuovo rapporto fiduciario con clienti, fornitori e distributori, per essere non più “semplici” costruttori di macchinario, ma società di servizi capaci di fornire soluzioni complesse”.